| Kunda's playroom |
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16.08.08 REPORT DA LOCARNO. altrove, montagne intorno, cinema nell'aria, il gelato in una mano e la digitale nell'altra, tutti vogliono fare tutto, parlare di tutto, vedere tutto, avere una detestabile opinione su tutto. bevono panache, lavorano in TV o alla Radio, al massimo dirigono "dei corti". io invece, che a casa camminavo, camminavo e ad ogni passo svuotavo la testa di un po', non ne voglio sapere adesso di tenere questi ritmi nevrotici, di esibire il lavoro che faccio, e sorrido pacifica. poi la pioggia e il vento, pecore, cervi, la luce del galles, le navi vichinghe e gli spiriti di Kitaro. divento triste e mi preparo per una tempesta di rabbia di quelle che ti fanno singultare seduta su una cassetta con gli occhiali da sole (graaaaandi per fortuna). voglio sputare su tutti. rabbia per chi parla di cose che non sa e si riempie la bocca di parole di sinistra come "diritti dei lavoratori", "difendere la dignita' dell'occupazione", "il valore della solidarieta' e della coesione". rabbia perche' ho perso tanto tempo a cavalcare unicorni mentre il mio posto dovrebbe essere seduta sulla prima seggiola davanti al tavolo dei relatori. a fare domande. ad imbarazzare. e guardare dritta negli occhi. rabbia per l'inutilita' della bellezza che cerco. rabbia perche' non riesco ancora a mettere d'accordo tutte le donne che sono. rabbia perche' anche ora il mio obiettivo e' sottile e sotterraneo, non limpido, evidente, diretto. c'e' spesso una strada diagonale che si nasconde sotto quella di superficie. c'e' spesso un uomo dietro alle mie evoluzioni e ricerche. come l'esca, il verme attaccato all'amo. sono confusa. e me ne voglio ricordare quando torno a casa.
postato da sonicgirl |
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